La partita dell’assedio, tutto quello che c’è da sapere.

Il 1530 fu un anno cruciale per Firenze, che era tornata da soli tre anni ad essere una Repubblica. Le truppe di Carlo V infatti stavano assediando la città da circa un anno, in quello che è definito l’assedio di Firenze. Il 17 febbraio di quello stesso anno fu giocata la partita di calcio storico più iconica e memorabile di sempre.

Nel dettaglio

Nel 1527 i Medici erano stati cacciati da Firenze ma in quel momento il Papa era proprio un Medici! Si trattava di Giulio de’ Medici meglio conosciuto come Papa Clemente VII, figlio di quel Giuliano de’ Medici assassinato durante la congiura de’ Pazzi. Il Papa ovviamente non accettò di buon grado l’idea di vedere la sua famiglia spodestata della sua terra e ordinò all’Imperatore Carlo V d’Asburgo di riconquistare la città, quest’ultimo in cambio avrebbe ovviamente guadagnato un potentissimo alleato.

L’assedio iniziò il 14 ottobre 1529 e terminò il 12 agosto 1530, quando si optò per una resa onorevole, firmata nella Chiesa di Santa Margherita ai Montici. Firenze passò quindi dall’essere una repubblica a diventare Ducato al cui comando si ristabilirono i Medici

La partita

In questo contesto si giocò la Partita dell’Assedio. La funzione dell’incontro era quella di dimostrare alle truppe nemiche che i fiorentini non si lasciavano scoraggiare dagli attacchi nemici; che consideravano l’assedio una cosa da poco e che avrebbero portato avanti le loro attività e tradizioni a prescindere dagli avversari. Il luogo prescelto per l’incontro fu la Piazza Santa Croce che all’epoca era ben visibile dai colli fiorentini, dove erano posizionate le truppe di Carlo V. Per farsi notare maggiormente sul tetto della Basilica si posizionò la banda di musici, questo anche per deridere ulteriormente l’avversario. Le squadre vestivano di bianco, come la libertà, e verde, come la speranza; oggi questi colori rappresentano rispettivamente i Bianchi di Santo Spirito e i Verdi di San Giovanni. Il risultato della partita è sconosciuto, ma poco importa: le due squadre in Piazza facevano in realtà parte di un’unica squadra unita contro l’esercito di Carlo V, che durante l’incontro lanciò anche una palla di cannone verso i musici sul tetto, fortunatamente andò oltre le loro teste e oltre la basilica non provocando alcun danno; questo ovviamente fu un ulteriore elemento di derisione da parte dei fiorentini nei confronti dell’esercito dell’Imperatore.

Riflessione finale

In questa partita possiamo leggere coraggio; orgoglio; umorismo senza precedenti e un modo veramente originale di far percepire la propria superiorità all’avversario. Anche quel giorno i fiorentini si distinsero come anticonvenzionali rispetto agli schemi classici in situazioni complesse. Per tutti questi motivi e per non lasciare che quanto successo quel giorno sia vano, ogni 17 febbraio viene svolta in Piazza Santa Croce la Rievocazione, dove si gioca una partita amichevole tra i Bianchi di Santo Spirito e i Verdi di San Giovanni, preceduta dal corteo con gli sbandieratori e la banda dei musici.

Lo scorso anno il 99% delle persone che hanno assistito all’evento erano turisti, facciamo si che questo e i prossimi anni sia diverso. Le nostra tradizioni; il nostro patrimonio e la nostra storia è ciò che distingue la nostra città nel mondo, parteciparle aiuta a non snaturare quest’ultima. Ricordo che non c’è alcun biglietto per cui può venire a vedere la Rievocazione chiunque ne abbia voglia, anche all’ultimo minuto.

Fonti utilizzate

https://cultura.comune.fi.it/tradizioni

https://www.firenzetoday.it/social

http://www.sportpopolare.it/index

https://rievocazionistoriche.cultura.gov.it

https://www.santacroceopera.it/news-eventi/partita-dell-assedio

Le foto di questo articolo sono state scattate con un iphone 11*

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