
La Toscana si appresta ad eleggere il presidente regionale che guiderà la regione nei prossimi 5 anni. Le votazioni si svolgeranno domenica 12 ottobre, dalle 7:00 alle 23:00, e lunedì 13 ottobre, dalle 7:00 alle 15:00. I candidati sono 3, ve li elenco in ordine alfabetico: Antonella Bundu, di Toscana Rossa, Eugenio Giani, del centrosinistra e Alessandro Tomasi, del centrodestra.
Le proposte dei candidati
Vediamoli del dettaglio: la Bundu, sostenuta dalla lista Toscana Rossa, di cui fanno parte Rifondazione comunista, potere al popolo e Firenze possibile. I temi su cui punta Toscana Rossa sono 4, ovvero le parole che vediamo anche nel simbolo: Pace; ambiente; salute e lavoro. Pace perché sono contro ogni forma di riarmo e di conseguenza contrari a spendere alcuna risorsa pubblica per scopi militari, in quest’ottica sostengono anche la chiusura del consolato onorario d’Israele che si trova a Firenze e la rimozione del Console onorario d’Israele Marco Carrai dalla presidenza di Toscana Aeroporti e dalla Fondazione Meyer. Salute perché secondo loro è necessario investire nel sistema sanitario facendo più assunzioni e aumentando gli investimenti nei presidi sanitari, negli ospedali pubblici, in prevenzione e in cura anche della salute mentale. Ambiente, ovvero investire nella manutenzione del territorio piuttosto che sulle grandi opere, infatti definiscono ”inutili” opere come allargamento dell’aeroporto di Firenze, gli Assi a grande scorrimento in Lucchesia e Versilia e il rigassificatore a Piombino. Spiegano anche come sia assurdo continuare a parlare di TAV, mentre i pendolari si ritrovano spesso abbandonati a sé stessi, con molti problemi nel trasporto pubblico locale. Lavoro, in questo ambito il loro obiettivo minimo è avere per tutti coloro che lavorano per conto della regione Toscana un salario minimo di 10€ l’ora, che può variare in base all’inflazione. Inoltre, vogliono aumentare la sicurezza sul lavoro.
Giani è il candidato della coalizione di centrosinistra, composta da 4 liste: quella del Partito Democratico, di Alleanza Verdi Sinistra, del Movimento 5 stelle e la lista “Casa Riformista” (con all’interno Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano, +Europa e alcuni civici). Giani, a proposito della Palestina, sostiene gli scioperanti e valuta l’opportunità di un cambio al vertice della Fondazione Meyer, ora guidata dal console onorario di Israele Marco Carrai, ma non in modo drastico, semplicemente il cambiamento, nella visione di Giani, dovrebbe avvenire alla scadenza del mandato (tra qualche mese). Un punto centrale di Giani è la sanità pubblica, che vuole rendere più efficiente con 77 nuove case di comunità per ammortizzare i carichi dei pronto soccorso, più l’abbattimento delle liste d’attesa. Contrario, come la Bundu al Cpr, ma Giani spiega che sarebbe a favore di una Polizia Regionale. Spiega inoltre che la Regione deve supportare la Polizia municipale e una scuola di formazione, oltre l’istallazione di telecamere e di sistemi di deterrenza. Giani è favorevole al pedaggio dei tir sulla Fi-Pi-Li con cui finanziare la terza corsia e quella d’emergenza, sempre riguardo ai trasporti è a favore all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. Giani, se eletto, vorrebbe stanziare dei fondi per una reindustrializzazione nella Regione, in quanto spiega che la Toscana non può vivere solo di turismo e terziario. Per rivitalizzare le aree marginali della Toscana Giani spiega come i piccoli comuni dovrebbero avere una corsia preferenziale per realizzare progetti. Giani continuerà a spingere prepotentemente sulla TAV, in quanto il nodo dell’Alta Velocità a Firenze è fondamentale perché libera la rete di superficie: secondo lui, infatti, da 414 treni regionali si passerà a 616 convogli. Riguardo al turismo Giani vuole dare ai Comuni la possibilità di disciplinare in merito agli affitti brevi. Sull’acqua Giani spiega che è un diritto e deve restare un bene pubblico. È favorevole anche al reddito d’inclusione: un bonus di 500 o 600 euro percepibile per alcuni mesi e che sostenga tutti coloro che devono fare un corso di formazione professionale per poter fare un certo tipo di lavoro.
Tomasi è il candidato sostenuto dalla coalizione di centrodestra, composta da Fratelli d’Italia; Forza Italia; La Lega; Noi Moderati e la lista civica “E’ ora”. Tomasi innanzitutto precisa come lui sia a favore del riconoscimento della Palestina, ribadendo che è una sua opinione personale e che comunque Hamas non può stare a capo dello Stato. Una priorità per Tomasi è la sicurezza, anche per questo è favorevole ad inserire due CPR in Toscana, oltre a questo mette l’accento sul riqualificare parchi e periferie. Riguardo alla sanità Tomasi spiega come ci siano centinaia di sprechi nella nostra Regione e che eliminandoli riusciremmo ad abolire l’Irpef addizionale. Dice “no” alla legge toscana sul fine vita perché “ne serve una nazionale” è invece favorevole all’ampliamento dell’Aeroporto di Peretola e ai termovalorizzatori per bruciare rifiuti. Sui trasporti Tomasi non si concentra tanto sulla Stazione Foster ma spiega come il TPL su gomma sia in crisi e che la gara unica è stata un gravissimo errore. Sul tema della Toscana diffusa dice che per non fuggire dalle aree interne serve lavoro, oggi ci sono 44 aree grigie in Toscana senza connessione e che per eliminare questo divario servono infrastrutture strategiche. Sul turismo afferma che va migliorato il testo unico sul turismo della Regione e che non è preoccupato dai singoli che affittano una casa ai turisti ma vuole limitare i grandi gruppi che controllano interi immobili. Sul reddito di inclusione Tomasi è assolutamente contrario e spiega come quelle risorse sarebbe più opportuno darle ai ricercatori o spenderle su tirocini, borse di studio o diritto alla mobilità per i ragazzi.
Modalità di voto
Queste erano le posizioni dei vari candidati, adesso vediamo la modalità di voto: è possibile votare un candidato presidente e una lista a lui collegata, ma anche esprimere il voto disgiunto, scegliendo un candidato presidente e una lista non collegata, oppure votare solo per un candidato presidente, votare solo una lista (in tal caso il voto vale anche per il presidente collegato). Se il candidato presidente più votato ottiene almeno il 40% dei voti viene eletto direttamente. Se invece nessuno dovesse raggiungere questa soglia, si andrà al ballottaggio tra i due più votati. Ballottaggio che eventualmente si terrà domenica 26 e lunedì 27 ottobre 2025.
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