Fontana del nettuno (o Biancone) a Firenze

La fontana del Nettuno, o del Biancone come amano chiamarla i fiorentini, è la fontana più importante e famosa di Firenze. Trovandosi in piazza della Signoria infatti non ha fatto fatica ad entrare nell’immaginario collettivo di cittadini e turisti.

Perchè fu costruita?

Fu commissionata da Cosimo I de’ Medici nel 1550 per diversi motivi:

  • Serviva un riferimento per l’approvvigionamento della zona, che all’epoca era scarsa di fonti. Questo giocava vantaggio anche al Duca, che viveva a Palazzo Vecchio con tutta la famiglia ma aveva perso tre figli a causa di malattie e scarsa igiene generale.
  • Voleva essere un monumento celebrativo del potere di Cosimo I de’ Medici, che nel 1569 diventerà il primo Granduca di Toscana
  • Simboleggiava in modo allegorico la potenza fiorentina sui mari
  • Arricchiva la piazza di un elemento di arredo fondamentale

Il progetto venne realizzato da Baccio Bandinelli che tuttavia venne sostituito nel 1560 da Bartolomeo Ammannati, a causa della sua morte.

Il Nettuno venne scoperto nel 1565, in occasione del matrimonio tra Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria, mentre tutto il complesso fu terminato nel 1575.

La fontana presenta ovviamente come figura principale Nettuno, realizzato in marmo bianco di Carrara, che riprende in faccia i tratti di Cosimo I de’ Medici. Il Dio del mare si erge su un piedistallo al centro della vasca ottagonale che contiene i quattro cavalli del cocchio. Ai suoi piedi sono presenti tre tritoni intenti a suonare delle tibie che zampillano acqua. Agli angoli della vasca sono presenti i gruppi di divinità marine (Dori, Teti, Forci e Glauco), ognuna delle quali ha ai piedi una serie di figure mitologiche, quali ninfe, satiri e fauni in bronzo (realizzati dallo stesso Ammannati).

La statua non fu accolta positivamente dai fiorentini, tutt’altro: chi si aspettava di trovare qualcosa di simile alle opere di Michelangelo, Donatello e Cellini, già poste in Piazza della Signoria, si trovò sicuramente deluso. L’opera infatti presenta numerose sproporzioni e molte parti del corpo rimangono approssimative. Proprio a causa di questo malcontento il Nettuno venne ribattezzato “Biancone” dal popolo, che lo irrise anche con frasi pungenti, tra cui la più famosa:

“Ammannato, Ammannato, quanto marmo t’hai sciupato!”.

Durante gli anni numerosi atti vandalici hanno coinvolto la fontana. In particolare è curioso il fatto del 1830, quando durante il carnevale fu rubata la statua del satiro più vicino all’angolo di palazzo Vecchio da un gruppo di buffoni che, dopo aver a lungo ballato attorno alla fontana, avevano mascherato la statua, caricandola poi su un carrettino e portandola via. L’opera non venne mai ritrovata e l’anno successivo fu sostituita da una copia fedele dello scultore Francesco Pozzi.

Anche recentemente il complesso è stato danneggiato più volte, negli anni ’80 per ben tre volte le zampe dei cavalli e nel 2005 la mano destra di Nettuno. Quest’ultimo danneggiamento me lo ricordo perfettamente: avevo cinque anni e tutte le domeniche passavo da Piazza della Signoria e non c’era volta in cui non chiedessi a mia mamma cosa fosse successo alla statua. Probabilmente la visione del braccio spezzato mi incuriosiva e ricordo di come seguissi i lavori per il ripristino con interesse, per quanto un bambino di quell’età possa capirci ovviamente. La mano venne ripristinata un anno dopo e l’ultimo grande restauro di tutta la struttura si è concluso nel 2020.

In conclusione posso dire che i gusti dei fiorentini sono ancora divisi sulla fontana del Nettuno. C’è chi tuttora la sbeffeggia, sminuendola crudelmente in confronto alle altre statue della piazza, e chi invece la apprezza, forse anche per il tanto odio riversatole dal popolo durante i secoli precedenti. Personalmente la apprezzo, le voglio bene, in primo luogo infatti se guardiamo tutto il complesso trovo l’insieme estremante affascinante e in secondo luogo vedo Nettuno come una figura possente, la statua è quindi in linea con la mia visione del Dio del mare, e vedendo anche con un po’ d’ingiustizia il tanto odio che hanno ricevuto l’opera e il suo scultore mi sento ti apprezzarla ulteriormente.

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Le foto di questo articolo sono state scattate con un iphone 11*

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