
Storia
Eretta nel 1324 su progetto di Andrea Orcagna, assieme alla sesta cerchia di mura della città, si trova in Oltrarno, accanto al Forte Belvedere. Proprio la Fortezza infatti si chiama anche Forte di San Giorgio, per la vicinanza alla chiesa di San Giorgio e alla Costa San Giorgio che allo stesso modo prende il nome dalla chiesa e la porta in questione si chiama così modo per lo stesso motivo.
Ribassata dopo l’assedio di Firenze del 1529, su suggerimento di Michelangelo che al tempo era il responsabile delle fortificazioni, in modo che potesse fronteggiare meglio i cannoni, entrati in vigore da poco. Nel 1590 entra ancor più in primo piano nel sistema difensivo della città in quanto accanto viene costruito il Forte Belvedere, con lo scopo di proteggere ulteriormente l’oltrarno che era ritenuto la zona più debole dal punto di vista difensivo e quindi la più attaccabile anche a causa dei numerosi avvallamenti.
Per approfondire la storia e le caratteristiche delle mura di Firenze, ti consiglio il libro “1333: Firenze dove passavano le ultime mura” che puoi acquistare a questo link*
Descrizione
La facciata esterna è caratterizzata da un doppio arco, tra i due è presente un bassorilievo raffigurante San Giorgio che uccide il drago. Si tratta di una copia, l’originale realizzato da Andrea Pisano da Pontedera è conservato a Palazzo Vecchio. Nell’archetto interno è rappresentato un cielo stellato e nella lunetta interna era presente fino a pochi anni fa un affresco raffigurante la Madonna in trono col bambino e affianco a lei i santi Giorgio e Leonardo, la prima via posta fuori Porta San Giorgio si chiama proprio San Leonardo, adesso si trova alle Oblate per un restauro, la scelta è stata presa perché l’affresco si stava degradando eccessivamente.


Conclusioni
Dalle cronache si legge che quella di San Giorgio era una porta poco utilizzata non a caso infatti era una delle 4 porte fiorentine che di notte rimanevano chiuse inequivocabilmente, tutte in realtà chiudevano all’una di notte ma in alcune pagando una penale (chiamate crazia) si poteva comunque accedere all’interno delle mura cittadine. La porta analizzata dunque non ha una storia ricchissima, se paragonata ad altre porte della città di Firenze, ma la suggestiva camminata necessaria per arrivarci e il contesto intorno le conferiscono comunque un fascino, soprattutto dai cittadini che compiendo il tragitto dal pieno centro alla porta si teletrasportano dal vivo della città in un contesto pieno di quiete e verde, e viceversa, in 5 minuti.
Per scoprire tutti gli articoli sulle porte fiorentine clicca qui

Rispondi