Storia
Siamo nel 1285 quando, durante la costruzione della sesta e ultima cerchia di mura della città di Firenze, viene eretta Porta al Prato. La porta fu costruita da Arnolfo di Cambio, che progettò in prima persona la suddetta cerchia difensiva e che quindi realizzò sempre in quell’anno Porta San Gallo e Porta alla Croce.
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Nome
Il nome non deriva, come molti pensano, dal fatto che dalla porta inizi una strada in direzione della città di Prato bensì dal Piazzale sopra cui è posta, detto Il Prato o Prato di Ognissanti (non a caso, non troppo distante ci sono la Chiesa di Ognissanti e Borgo Ognissanti). In passato infatti questa zona non era lastricata, e vi ospitava il mercato settimanale del bestiame, oltre alle partite del calcio storico fiorentino per tutto il seicento.

Descrizione
Come successo ad altre porte della città, fu ribassata nel 1529, dopo l’assedio di Firenze, per renderla meno vulnerabile ai cannoneggiamenti. La loggetta posizionata sopra la porta è un rifacimento degli anni ’30 del Novecento, l’originale fu realizzata contemporaneamente al ribassamento del ‘500. Questa struttura è coronata da una banderuola segnavento all’estremità.
Fino a qualche anno fa, all’interno della porta era presente una lunetta con un affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Giovanni e Cosimo, attribuito a Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. Nel 2013 l’opera fu restaurata ed è ora custodita all’interno della sala conferenze della biblioteca delle Oblate.
Emissario e fogna di Ripoli
Un altro aspetto per cui ho trovato Porta al Prato suggestiva e la porticina che troviamo al suo interno: trattasi di una Porta, realizzata in concomitanza dei lavori del Poggi per Firenze capitale, che permetteva l’accesso al nuovo sistema fognario della città che permetteva lo sgorgare dell’acqua anche nella città vecchia.

Conclusioni
In conclusione posso dire che, sebbene il contesto da un certo punto di vista la penalizza, Porta al Prato rimane estremamente suggestiva da vedere. Il motivo principale è il contrasto con l’ambiente che lo circonda, un piazzale trafficato pieno di macchine e con l’aggiunta della tranvia, di cui comunque sono grande sostenitore e fruitore, è diventato ancora di più un luogo di passaggio, estremamente caotico e in cui avvertiamo il contrasto tra epoche completamente diverse. La struttura rappresenta così la testimonianza di un’epoca che ormai è totalmente dimenticata dalla maggior parte dei guidatori delle migliaia di vetture che ogni giorno la circondano, il contrasto passato vs presente la rende quindi ancora più affascinante ma se volete ammirarla in un contesto di maggiore quiete vi consiglio di recarvici la mattina presto, magari d’estate quando quell’orario è il più felice per fare una passeggiata. Molti però vi si imbattono anche casualmente, turisti stranieri che andando alla stazione o raggiungendo il centro dalla periferia, magari attraverso la tranvia, si trovano davanti a questa imponente costruzione, rimanendone senza dubbio di stucco. D’altronde essendo coì sconosciuta, per chi non è di Firenze, lo stupore è doppio.
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