3 luoghi a Firenze da scoprire per chi ama il ciclismo

Questo articolo vuole dare 3 spunti da vedere per gli amanti del ciclismo a Firenze. Specifico che si tratta di luoghi interessanti soprattutto per chi è appassionato delle corse ciclistiche e non per cicloamatori alla ricerca di itinerari da percorrere in bici. Per questi ultimi magari arriverà un approfondimento in futuro, iscriviti alla newsletter per non perderlo.

Museo del Ciclismo Gino Bartali

Il Museo del Ciclismo Gino Bartali è un vero e proprio luogo di culto per gli amanti del ciclismo. Il Museo ospita al suo interno cimeli di diversa natura: biciclette d’epoca che hanno segnato un pezzo di storia del ciclismo; maglie storiche con vari simboli del primato; antichi giornali che testimoniano pagine di sport e storia importanti; quadri e opere d’arte su Bartali e il ciclismo in generale; biciclette destinate ad usi particolari; accessori sportivi per le gare (scarpini; cambi; borracce; cappellini); trofei, medaglie e fasce celebrative. Peraltro, fino al 30 giugno, in occasione della partenza del Tour De France da Firenze, il museo ospita una mostra dedicata ai vincitori italiani della corsa francese. Se visiterete il museo entro questa data avrete l’opportunità di vedere: le biciclette che hanno accompagnato Bartali, Coppi, Pantani, Nibali e gli altri vincitori italiani del tour alla conquista della prestigiosa manifestazione; il Trophée Henri Desgrange del 1948; La Maglia Gialla originale di Vincenzo Nibali, ovviamente del 2014. Insomma, vi consiglio assolutamente di visitare il museo situato a Ponte a Ema (luogo di nascita di Bartali). L’entrata è gratuita, l’apertura è venerdì e sabato 10:00-13:00 e domenica 10:00-16:00. Durante il weekend è necessaria la prenotazione.

Circuito del Mondiale 2013

Se seguite il ciclismo da tempo sicuramente saprete che nel 2013 il campionato del mondo di ciclismo su strada si è svolto a Firenze. Il percorso si articolava in due fasi: dalla partenza, situata a Lucca, a Fiesole e il circuito finale. Ciò che interessa a noi ovviamente è il circuito finale, che si articolava totalmente nel territorio fiorentino tra i comuni di Firenze e Fiesole. La lunghezza del circuito in questione è di 16.6 Km mentre furono undici i giri che percorsero gli atleti il 29 settembre 2013. Vi si immette da Campo di Marte (Viale Paoli), passando accanto alla stadio, quindi si prosegue per Via di San Domenico dove inizia una salita di 4,3 Km al 5,1% che porta fino a Fiesole. Arrivati nell’antica città etrusca si raggiunge il massimo punto di altitudine del circuito, inizia quindi la discesa, passando per il Pian di Mugnone, arrivando al Ponte alla Badia. Da qui inizia il tratto che fu il punto cruciale della corsa: Via Salviati, uno strappo estremamente impegnativo, 600 metri al 11% di media con punte al 19%. Finito uno dei due sforzi più impegnativi del circuito si svolta per Piazza Della Libertà, dove si arriva passando da Ponte Rosso, e la conclusione da dove vi si immetteva: Viale Paoli, a due passi dal Mandela Forum. Il circuito è abbastanza semplice da percorrere in bici ma si può affrontare in mezza giornata tranquillamente anche a piedi. Quest’ultima opzione è l’ideale se volete fare diverse fermate lungo il percorso per visitare i vari luoghi d’interessa o godervi il paesaggio. Personalmente questo tipo di camminate mi crea un brivido pensando al fatto che pochi anni prima, su quelle strade i migliori ciclisti del mondo si sono giocati il titolo di Campione del Mondo. All’epoca avevo 13 anni ed ero posizionato in Via Trento e non scorderò mai l’emozione che mi provocò quell’evento.

Statua di Bartali

Realizzata dallo scultore Silvano Porcinai, proprio nella piazza che porta il suo nome sorge la statua raffigurante Gino Bartali. Chiaramente una statua che scalderà il cuore di tutti gli appassionati di ciclismo, Il ciclista di Ponte a Ema, attivo tra il 1933 e il 1954, fu capace di conquistare 88 gare ufficiali, tra cui spiccano 3 Giri d’Italia; 2 Tour de France; 4 Milano-Sanremo; 3 Giri di Lombardia. Un palmares davvero invidiabile se consideriamo anche gli anni persi a causa della seconda guerra mondiale, guerra dove Bartali ebbe un ruolo attivo: il corridore infatti aiutò centinaia di ebrei trasportando, nella canna della sua bicicletta, dei documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità. Grazie al suo impegno a favore degli ebrei, dopo la sua morte verrà dichiarato giusto fra le nazioni, e nel 2022 fu realizzata questa statua che consente a tutti coloro che lo vorranno ricordare di avere un luogo dove farlo. La statua, alta 3 metri, riproduce molto fedelmente il volto dell’atleta, che è raffigurato mentre un mazzo di fiori nella mano sinistra, tipico gesto che indica la vittoria.

Se in questi giorni sei a Firenze per la partenza del Tour De France ti inforno che ho realizzato una guida dettagliata sull’evento: clicca qui per vederla.

Se invece vuoi approfondire la vita e la carriera di Gino Bartali clicca qui*

Le foto di questo articolo sono state scattate con un iphone 11*

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