Nel luogo in cui adesso si trova la Stazione di Santa Maria Novella, era posta precedentemente la Stazione ferroviaria Maria Antonia. Iniziata la costruzione nel 1846, la Stazione, che doveva il suo nome alla Granduchessa di Toscana Maria Antonia, moglie di Leopoldo II di Toscana, aveva lo scopo di collegare Firenze e Pistoia, passando per Prato.
Storia
Si costruì quindi la strada ferrata Maria Antonia, che aveva una lunghezza di 34 km e collegava le 3 città toscane. Il tempo impiegato a percorrere la tratta Firenze-Pistoia era di poco più di un’ora e le corse giornaliere disponibili erano 5. I treni erano divisi in tre classi e i prezzi del biglietto erano rispettivamente di 40; 28; 20 crazie.
Venne inaugurata nel 1848, e ribattezzata dodici anni dopo come Santa Maria Novella riprendendo la Basilica adiacente. Fu un crocevia fondamentale negli anni di Firenze capitale (1865-1871). Diventando la stazione principale dell’allora capitale d’Italia, primato che fino ad allora si era contesa con la relativamente vicina Stazione Leopolda. Infatti se inizialmente la prima andava a Pistoia e la seconda a Livorno, successivamente la prima prese in carico anche la linea verso Livorno e la Leopolda, diventata nel frattempo Porta al Prato, fu adibita soltanto a scalo merci.
Struttura
La struttura della Maria Antonia prevedeva un corpo centrale, con una struttura a capanna, rafforzato da una serie di sezione esterne, utili alla logistica. La facciata era composta da quattro grandi archi a tutto sesto che connettevano, anche simbolicamente l’esterno all’interno. Questa scelta di facciata permetteva a chi arrivava a Firenze si essere impattato immediatamente da una vista sublime della città, in particolare grazie alla Basilica di Santa Maria Novella. I binari erano quattro e i il numero di archi posti sulla facciata non era dunque casuale.
Declino
Le condizioni della stazione andarono via via degradando, fino a che, a fine anni venti, venne considerato eccessivamente indecoroso come presentazione della città di Firenze. Venne demolita e al suo posto arrivò l’attuale Santa Maria Novella, dopo una serie di polemiche a non finire, ma di questo parleremo un’altra volta… Iscriviti alla newsletter gratuita per ricevere la notifica di quando verrà pubblicato un articolo a riguardo.




Rispondi